Premio Francesco Chirico: i temi dell’etica, della pace, della passione e della solidarietà al centro delle opere vincitrici

Il mondo che vorremmo, descritto in versi. Fatto di sorrisi e di abbracci, di slanci e di passioni, senza guerre e discordie, teso a restituire a ciascuno la speranza in un futuro migliore. Un sogno, forse, ma che non può restare immune dalla seduzione della poesia. E’ il messaggio scaturito dalla cerimonia conclusiva del concorso nazionale “Francesco Chirico”, svoltasi all’Accademia Gourmet di piazza Indipendenza, a cura dell’associazione italiana parchi culturali, presieduta dalla dottoressa Irene Tripodi.

Tre i vincitori di questa edizione: Vincenzo Logoteta (con “Le onde”) ,Claudia Quintieri (con “Accecati di sogni”), Angelo Severino (con “In un mondo che cambia ogni giorno”).

Una trentina le opere esaminate dalla giuria, presieduta dal giornalista e vaticanista Rai Enzo Romeo, e composta dalla poetessa Rossana Rossomando, dallo scrittore Daniele Zangari, dal pittore Natino Chirico (figlio del grande letterato al quale è stato intitolato il concorso), dalla direttrice del dipartimento cultura dell’Aiparc Maria Luisa Neri, dal dottor Salvatore Timpano, dal direttore del dipartimento comunicazione Antonio Squillace.

La serata, condotta da Marilena Alescio, si è aperta con i saluti della coordinatrice del progetto Irene Tripodi, del titolare dell’Accademia Filippo Cogliandro e del presidente del premio, Beniamino Quintieri, che ha illustrato i criteri di valutazione degli elaborati.

Hanno ricevuto menzioni di merito anche le poesie di Carmen Ventura Marchese (“Non voglio morire”), Pasquale Melissari (“Per amor di verità”), Maria Oriente (“Il mondo che vorrei”), Battista Padula (“Ucraina”).

La declamazione dei brani vincitori è stata affidata a Cinzia Messina. Gli intervalli musicali sono stati curati da Francesco Ammendolia alla chitarra classica. Il concorso è nato dalla scelta dell’AIPARC di celebrare la memoria di Francesco Chirico, figlio dell’area grecanica della provincia di Reggio, il quale non è stato solo un educatore di grande spessore umano, ma anche un cultore della letteratura italiana, che lui ha esaltato con il suo poliedrico impegno di poeta, scrittore e giornalista. Il successo della manifestazione ha confermato il valore della poesia come strumento di elevazione del pensiero e come fiore all’occhiello della tradizione culturale del Paese.

 

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