A Pellaro la presentazione del libro “Cosa rimane dei nostri amori” di Olimpio Talarico

Si è svolta ieri sera, al chiaro di luna, nella piazzetta della chiesa di Borgo Nocille, a Pellaro la presentazione del libro “Cosa resta dei nostri amori” dello scrittore Olimpio Talarico, originario di Caccuri (KR) ed insegnante di materie letterarie in provincia di Bergamo. Una serata intensa, emozionante, grazie al talento di Olimpio Talarico e la sua straordinaria capacità di raccontare passato e presente, in una una sorta di “movimento del pendolo” che rende il suo libro godibile, intrigante e proiettato oltre i confini territoriali dei luoghi che l’hanno ispirato. Ecco il perché della scelta della presentazione di questo libro proprio in uno dei borghi più affascinanti e carichi di storia del territorio pellarese, “Borgo Nocille”.

La Pro Loco Reggio Sud in collaborazione con le associazioni JAMU e Borgo Nocille, ha dato vita a questo evento nella convinzione che solo il fare rete, consente di fare comunità. Compito difficile, complicato, ma entusiasmante in un tempo che tende a frammentare, a rendere le relazioni sempre più dispersive. L’autore in dialogo con il dott. Giuseppe Laganà, consigliere dell’associazione JAMU con sede a San Filippo, e i partecipanti, ha intrigato, affascinato, raccontando con maestria, le motivazioni, i vissuti che stanno dietro alla sua opera. “Cosa rimane dei nostri amori” è un affresco, dei luoghi, delle persone che fanno di Caccuri un luogo dell’anima che trascende l’aspetto geografico.

Caccuri è ovunque. La famiglia Jaconis, la comunità di Caccuri, protagonisti del romanzo, nella scrittura di Olimpio Talarico, sobria, essenziale, poetica in certi passaggi, personaggi, hanno incuriosito il numeroso ed attento pubblico immerso in un’atmosfera leggera e seducente impregnata di storia, fede e tradizioni. I muri a secco, i terrazzamenti di viti ed olivi, le case in pietra a mattoni rossi (rossi come il fuoco che ha divorato le nostre montagne, i nostri ricordi, a volte aspri, a volte dolci) sono stati testimoni di parole feconde.

“Cosa rimane dei nostri amori”, se i luoghi dei ricordi della nostra infanzia, insieme ai loro profumi e ai loro colori dovessero andare distrutti per sempre? E a questa deriva che vogliamo opporci, consapevoli della difficoltà del compito, ma desiderosi di unire energie, capacità e competenze nella difesa, valorizzazione e promozione dei beni comuni. Il viaggio continua, la buona letteratura italiana “prodotta in Calabria la nostra necessaria compagna di viaggio.

Consolato Malara

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