“La storia siamo noi”: Il meglio del calcio italiano per la prima volta nella casa dello sport

Alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò è stata inaugurata, la mostra “la storia siamo noi”, dedicata alla nazionale italiana di calcio, che ha permesso di ammirare da vicino una parte dell’immenso patrimonio di cimeli, trofei, maglie, palloni, scarpini e immagini di ogni tipo, legati ai 112 anni degli azzurri. “il Coni dice grazie al calcio”, ha detto Malagò “e in futuro mi farebbe piacere riportare qui, questi cimeli per iniziative culturali e sociali, per le scuole e per le persone, affinché’ possano sempre ricordare”.

Il presidente della federazione italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ha ringraziato il presidente del Coni e Matteo Marani, presidente della fondazione museo del calcio, per la grande professionalità. L’azzurro è dominante a livello mondiale, è un elemento che unisce la passione di tantissimi italiani. L’azzurro contraddistingue la storia del nostro paese anche nei momenti di maggiore tristezza”. “l’emotività di questi oggetti – ha dichiarato gravina – tramanda messaggi straordinari e racconta delle emozioni che il calcio regala agli appassionati”. Il presidente della fondazione museo del calcio Matteo Marani, ha sottolineato, l’unicità della storia del nostro paese. È un percorso emozionante quello del museo, di cui presentiamo oggi il nuovo logo. È la custodia della memoria del calcio italiano. Perché la storia siamo noi. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro passato, nessun paese è come noi da questo punto di vista. E anche dopo la pandemia il calcio ha dimostrato la sua importanza”.

Dal 6 gennaio 1911, quando la nazionale italiana di calcio indossò per la prima volta la maglia azzurra, in omaggio a casa Savoia, dopo due partite giocate l’anno precedente in maglia bianca, è iniziato un legame fortissimo con tutto lo sport italiano.  Alla mostra erano esposte alcune maglie storiche, come quella dell’esordio di Silvio Piola in nazionale (1935), o quella indossata da Paolo Rossi al ‘Mundial’ del 1982, o ancora quelle di Rivera, Scirea, Zoff, Baggio e Mancini. Alcune maglie sono legate ai trionfi azzurri: quella con cui giacinto Facchetti alzò la coppa dell’europeo nel 1968 proprio a Roma, allo stadio olimpico poco distante dalla sede del Coni, la polo indossata da Marcello Lippi in panchina nel mondiale 2006, il quarto titolo per la nazionale, fino alla maglia di Gianluigi Donnarumma a euro2020, quando fu eletto miglior giocatore del torneo.

Tra gli altri indimenticabili cimeli: le pipe che Pertini e Bearzot si scambiarono dopo la vittoria al Bernabeu, i palloni utilizzati negli anni ’30, gli scarpini calzati negli anni ’50, la valigia degli azzurri nella spedizione mondiale a Cile ’62 e quella dell’allora presidente federale Artemio Franchi. E poi alcuni cimeli legati a Roma: oltre a Piola, Amadei e Immobile, un focus proprio sui calciatori di Roma e Lazio con le maglie di De Sisti (1967), Re Cecconi (1974), Giordano (1985), Ancelotti (1986), Casiraghi (1994), Totti (1998), De Rossi (2011).

La storia azzurra si è completata, negli ultimi decenni, con la componente femminile, che ovviamente non poteva mancare: due maglie, quella di Rita Guarino e quella di Sara Gama, per celebrare le nostre due partecipazioni al mondiale, nel 1991 e nel 2019, in attesa del mondiale 2023 in Australia e Nuova Zelanda. E poi ancora le divise di arbitri che hanno travalicato i confini nazionali, ergendosi a veri personaggi simbolo della direzione di gara a livello mondiale, come Concetto Lo Bello e Pierluigi Collina, in questo caso la maglia della coppa del mondo 2002.

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