Museo Locri Epizefiri, bilancio estivo più che positivo

Si chiude con un bilancio più che positivo l’estate al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri che, già dalla riapertura del Museo Archeologico Nazionale avvenuta il 13 maggio scorso, ha offerto ai visitatori un programma di iniziative variegato e di alto livello qualitativo, con lo scopo di fare avvicinare la comunità al patrimonio e costruire un senso di appartenenza sempre più forte nei confronti delle radici storiche e culturali del territorio. È quanto si legge in una nota del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri.

Visite guidate, laboratori, teatro, musica, mostre d’arte: il programma degli eventi si è caratterizzato per la differenziazione dell’offerta – si legge ancora -, al fine di coinvolgere un target di pubblico diverso e dimostrare che un Parco Archeologico non è solo un luogo in cui potere ammirare le tracce del nostro passato ma è soprattutto un luogo contemporaneo di promozione culturale, uno spazio dove fare comunità.

Il programma è stato costruito grazie alla collaborazione stretta e proficua con il territorio, coinvolgendo tutte le realtà positive e propositive della Locride e non solo.

«Sono molto soddisfatta della risposta avuta questa estate – ha affermato la Direttrice Elena Trunfio – . Abbiamo ideato una programmazione ampia, diversificata e condivisa, realizzando un progetto ambizioso, quasi miracoloso, vista la situazione drammatica della carenza di personale. Tuttavia, grazie allo sforzo dei dipendenti del Parco e delle sinergie col territorio, possiamo certamente essere orgogliosi della stagione appena trascorsa, che ha sancito un ulteriore passo in avanti per la piena valorizzazione di Locri Epizefiri».

I risultati registrati sono infatti molto confortanti: da maggio ad agosto, il Parco ha registrato circa 8.200 ingressi, triplicando le presenze avute nel 2021 nello stesso periodo, un dato significativo e non scontato per un sito che ancora oggi è difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e in un periodo in cui ancora la pandemia fa paura. Oltre alla presenza di turisti, si è registrata una ottima partecipazione della comunità di prossimità​, segno che il senso di appartenenza al Parco è molto forte.

«Grazie alla rete costruita con il territorio, con la Città metropolitana, con le amministrazioni di Locri e Portigliola, con il GAL, con le associazioni, che ringraziamo per il loro sostegno, il Parco Archeologico ha offerto molteplici occasioni culturali che hanno visto la partecipazione di un pubblico diversificato per età, provenienza e interessi. – ha proseguito Trunfio – Abbiamo dimostrato con una strategia condivisa le immense potenzialità dell’area archeologica di Locri promuovendo un atteggiamento nuovo nella gestione del sito che ha nell’apertura al territorio e a tutte le forme di cultura il suo punto di forza».

Questa estate un altro importante risultato si è raggiunto con l’apertura e la piena fruizione delle tre sedi espositive locresi: il Museo Archeologico Nazionale, il Complesso Museale del Casino Macrì e il Museo del Territorio di Palazzo Nieddu, quest’ultimo reso fruibile grazie all’accordo di valorizzazione con il Comune di Locri.

«I risultati ottenuti sono certamente gratificanti ma siamo coscienti che abbiamo ancora molta strada da percorrere – ha concluso la Direttrice Trunfio -. Passata la stagione intensa degli eventi, a partire da settembre avvieremo una serie di cantieri che avranno lo scopo di rendere maggiormente accessibile il Parco archeologico, migliorandone la fruizione e la comprensione e intervenendo su alcune criticità strutturali. Sul fronte della gestione, proprio tra qualche settimana, il Parco implementerà la presenza di assistenti alla fruizione e valorizzazione e ciò ci permetterà di migliorare il servizio di accoglienza e di iniziare al lavorare affinché tutte le aree archeologiche divengano stabilmente visitabili (penso ad esempio al Teatro Greco Romano), stiamo infine progettando il nuovo volto del parco archeologico che permetterà al sito locrese di raggiungere i più moderni standard di valorizzazione museale».

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