Giuseppe Marino, cantore di Scilla

Il maestro Giuseppe Marino (Scilla 1916 – Reggio Calabria 1997), divise la sua vita e il suo lavoro tra il paese natio e Reggio Calabria, dove insegnò pittura e diresse l’Accademia di Belle Arti.

Il suo intenso operare nel mondo dell’arte lo portò a contatto con Guttuso, Mazzullo, Omiccioli, la cui frequentazione sfociò nel 1949, nella fondazione della cosiddetta “Scuola Artisti di Scilla” che ebbe come sedi Chianalea e la Casa Rossa di Marina Grande.

Guttuso, in particolare era stato invitato a Scilla per la prima volta dal giudice Giuseppe Macrì, suo grande amico. Rimase incantato, insieme alla compagna Marta Marzotto dalla straordinaria bellezza, luce e magia di Scilla, e non la lasciarono più, anzi il pittore siciliano ne divenne cittadino onorario, raccogliendo sostegno e amicizia da parte di tutta la cittadinanza scillese e specialmente da Rocco Catalano, nominato suo assistente, e dal “maestro d’ascia” Emilio Vanto.

Anche Giuseppe Marino ne divenne amico, sodale, punto di riferimento artistico e di vita. Nell’ambito dell’ideale sodalizio, condiviso con altri artisti, tuttavia egli mantenne la propria indipendenza, rifuggendo dalle tendenze estemporanee alla moda e mantenendosi ancorato alla rustica sobrietà che ne era la cifra peculiare.

Il mare, gli arenili costellati di barche, i fitti boschi dell’Aspromonte, le nature morte, meravigliosi mazzi di fiori, vengono immortalati ora con vibranti pennellate di tempera e olio, ora con tratti e colori delicati di acquerello, ora con la nervosa grafica dell’inchiostro di china, con una sapienza pittorica che consente di collocarlo tra gli artisti calabresi più significativi del suo e di ogni tempo.

Su tutto, la luce della sua terra e l’amore infinito per essa.

Numerosissimi sono stati i premi e i riconoscimenti conferitigli nel tempo, ma su tutti, a suo grande merito, bisogna segnalare che per molti anni, insieme ai grandi artisti suoi contemporanei, è stato una delle “cover” più prestigiose della Galleria d’arte LA BARCACCIA di Roma.

Collezione privata Annunziata Siclari – Roma

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