18 Luglio 2024
Gusto & Sapori

Peperoncino… quello Calabrese è il più piccante

La storia del peperoncino risale a circa 7000 anni fa e veniva usato come conservante per il cibo. Le tribù dei Maya, Inca e Aztechi invece lo usavano come rimedio in medicina per le proprietà benefiche. È originario dell’America, ed oggi è usato principalmente per dare sapori ai cibi. Il grado di piccantezza è dovuto alla quantità di capsaicina presente nel seme del peperoncino insieme a flavonoidi, resine, oli essenziali, carotenoidi e vitamine A,B2,C,E,PP.

Tra le proprietà del peperoncino troviamo quella digestiva: favorisce, infatti, la secrezione dei succhi gastrici. Ha inoltre proprietà vasodilatatrici, anticolesterolo, antiossidante e svolge un’azione preventiva dell’infarto e delle malattie cardiovascolari. Il peperoncino viene consumato fresco, cotto, crudo o essiccato che però comporta una perdita delle sue qualità. In Italia viene coltivato e usato principalmente nelle regioni del sud che rientra in molti piatti della cucina tipica.

E proprio il genotipo ‘Sigaretta calabrese’ ha evidenziato i valori massimi di capsaicinoidi che ne conferiscono il grado di piccantezza. Questo prezioso alimento sarà adesso valorizzato dall’ente italiano di ricerca agroalimentare con il progetto “PEPIC, (Filiera del peperoncino piccante e interventi di ricerca per la scelta varietale e per l’innovazione dei processi colturali), finanziato dal ministero per le politiche Agricole Alimentari e Forestali.

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